Sul suo lavoro Birkhauser ha pubblicato un libro scritto da Franco Bertoni.
Il suo design austero, ma non estremo, contemporaneo e tuttavia senza tempo, persegue un minimalismo che non è uno stile, ma un modo di essere, una reazione forte al rumore e al disordine. Il suo lavoro è nobile e piacevole, intellettuale e sensibile, solare e tranquillo, attento alla perfezione di ogni dettaglio. L'integrità di Claudio Silvestrin, la sua chiarezza mentale, l’inventiva e la preoccupazione per i dettagli si riflettono nella sua architettura rigorosamente minimale: austera ma non estrema, contemporanea ma senza età, calma ma non ascetica, forte ma non minacciosa, elegante senza ostentazioni.
Citazione d’autore:
IO NO!
di Claudio Silvestrin
Disastro
Sono stato educato a credere che il mestiere di architetto fosse una vocazione, si, vocazione come quella del frate e del prete. Sono stato educato a credere che l’architettura fosse l’arte piu’ completa, quella forma che fa da ponte tra l’uomo e la natura, la terra ed il cielo, le divinita’ ed i mortali.
Ho creduto, e credo tutt’ora, che fare architettura sia fare poesia sulla terra e con la terra; che l’architettura abbia il compito di darci l’emozione della materia, dello spazio, della luce, dell’acqua. Penso che l’edilizia contemporanea, che oggi va per la maggiore, esalti le forme perverse e semplicistiche rispecchiando un’umanita’ nevrotica ed autogratificante che vuol fare tabula rasa di 5000 anni (o piu’) di storia.
L’uomo moderno si sente al centro dell’universo e la sua arroganza e vanita’ esige costruzioni che sono in realta’ dei grandi specchi: l’uomo di potere e l’uomo nevrotico si riconosce inconsciamente solamente negli stili high tech, sensazionalista e decostruttivista. Bisogna essere ciechi o dormienti per non vederlo: siamo una civilta’ materialista delle forme perverse istituzionalizzate. E’ un disastro nel vero senso della parola: le forme del costruito contemporaneo si sono dissociate dagli astri.
Il paradosso piu’ evidente e, allo stesso tempo, deprimente e’ rappresentato dagli edifici religiosi che sono autogratificazioni sensazionalistiche in cemento armato, non piu’ spazi per Dio ma per l’uomo.
Non e’ questione di giusto o sbagliato, ma di prenderne coscienza per poi fare delle scelte che esprimano certi valori anziche’ altri.
L’architetto contemporaneo ha la fortuna della liberta’ di scelta di cui e’ responsabile.
Ci si dovrebbe interrogare: l’architettura e’ espressione di un pensiero che va in profondita’ oppure e’ un adeguarsi a-critico? Interrogarsi non vuol dire remare contro l’evoluzione ed il progresso; tutt’altro, interrogarsi seriamente puo’ portare un contributo per sensibilizzare l’uomo ad una evoluzione non solamente tecnologica e materialista, ma ad una evoluzione totale; vale a dire di pari passo materiale e spirituale, moderna ed arcaica, antropologica ed ecologica.
(in ARKITEKTON n. 14, September 2004)
Claudio Silvestrin Architects è uno studio fondato nel 1989 a Londra, e dal 2006 con una sede anche a Milano.
Lo studio Claudio Silvestrin Architects ha realizzato lo spazio per collezioni Victoria Miro a Londra e un centro benessere di 5000 mq nella Corea del Sud. Al momento sta realizzando un resort per circa 40000 mq in Cearà, Brasile, che include un albergo, una spa ed alcune ville.
Premi
Awards
Victoria Miro Private Collection Space, London
2009 Chicago Athenaeum International Architectural Award
P Penthouse, Montecarlo
2008 Archip - Domus (Russia) magazine award
La Cava, a stone installation for Il Casone at Marmomacc, Verona
2008 Best Communicator Award
Terra Kitchen for Minotticucine
2005 Wallpaper Magazine Design Awards
Princi Bakery XXV Aprile, Milan
2005 Travel+Leisure Magazine Design Awards
Sandretto Re Rebaudengo Museum, Turin
2003 Gold Medal award for Italian Architecture at the Triennale in Milan
Giorgio Armani Worldwide Image
2005 International Award Architecture in Stone (Italy)
2003 Contract World Award (Germany)
2003 Artib Award (Germany)


